Morto Loris D’Ambrosio, consigliere del Quirinale

E’ morto improvvisamente il Consigliere del Presidente della Repubblica Loris D’Ambrosio. Lo ha annunciato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

E’ morto improvvisamente il Consigliere del Presidente della Repubblica Loris D’Ambrosio, di recente al centro delle polemiche per le intercettazioni delle sue conversazioni con l’ex ministro Nicola Mancino con riferimento all’inchiesta Stato-Mafia. Lo ha annunciato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, «stringendosi con infinita pena e grandissimo affetto alla consorte, ai figli, a tutti i famigliari e al mondo della magistratura e del diritto».

«Annuncio con animo sconvolto e con profondo dolore – ha reso noto il Capo dello Stato – la repentina scomparsa del dott. Loris D’Ambrosio, prezioso collaboratore mio come già del mio predecessore, che ha per lunghi anni prestato alla Presidenza della Repubblica l’apporto impareggiabile della sua alta cultura giuridica, delle sue molteplici esperienze e competenze di magistrato giunto ai livelli più alti della carriera. Egli è stato infaticabile e lealissimo servitore dello Stato democratico, impegnato in prima linea anche al fianco di Giovanni Falcone nel costruire più solide basi di dottrina e normative per la lotta contro la mafia, così come è stato coraggioso combattente della causa della legalità repubblicana contro il terrorismo». «In tutte le collaborazioni che da magistrato ha esplicato al servizio delle istituzioni di governo e infine presso la più alta magistratura dello Stato – ha evidenziato ancora Napolitano – ha guadagnato generali riconoscimenti e attestati di stima non solo professionale ma innanzitutto morale».

«Insieme con l’angoscia per la perdita gravissima che la Presidenza della Repubblica e la magistratura italiana subiscono – ha denunciato il Capo dello Stato – atroce è il mio rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all’amministrazione della giustizia del nostro Paese».

Fonte: LA STAMPA.IT

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