Spotify è in Italia: la tua musica sul Cloud

Il logo di Spotify

Il logo di Spotify

Spotify finalmente è arrivato nel nostro martoriato Bel Paese, con l’avvento dell’ultima edizione di Sanremo, che ha visto Marco Mengoni trionfare sul palco dello storico teatro Ariston della cittadina ligure. Nonostante esista già da anni (in U.S.A. ha esordito nel 2011), il più grande sistema di cloud-listening al mondo aveva snobbato l’Italia per molto tempo, aspettando l’occasione giusta (il Festival, appunto).

Sul sito sono già attive miliardi di canzoni, e in Italia è stato subito boom con ben 11 milioni di tracce ascoltate sin dal primo giorno del Festival. Come funziona? Semplice. Scaricando gratuitamente l’applicazione (disponibile sia per pc che per tutti i dispositiv mobili), basta cercare la propria musica preferita e…premere play. Per gli utenti meno smaliziati è una manna dal cielo, vista la ricchissima homepage che permette di scegliere musica anche a seconda del genere preferito, o comunque degli artisti in evidenza e campioni di incassi e di ascolti.

La canzone più ascoltata è stata per ora Scream & Shout di Will. I. Am. in collaborazione con Britney Spears, mentre i The Lumineers sono il gruppo più ricercato. Marco Mengoni è l’artista sanremese più ascoltato, seguito a ruota da Max Gazzé ed Elio e le Storie Tese.

Usare Spotify risulta davvero semplice grazie al menu a tendina posto in alto, con le voci principali (visualizza, riproduzione,etc.) poste bene in evidenza, la barra di ricerca è lì ad un passo e con la possibilità di “sincronizzare” il programma anche con le proprie playlists presenti sul proprio iTunes, dando la possibilità all’utente di poter ascoltare i propri brani preferiti anche su dispositivi mobili, scaricando l’apposita applicazione gratuitamente.

Anche come gamma di fruibilità Spotify permette più modi di utilizzo: al momento sono previste la versione gratuita, con pubblicità e senza la possibilità di ascoltare brani offline, la versione Unlimited, che offre le stesse prestazioni ma senza pubblicità a 4 Euro e 99 centesimi al mese ed infine la versione Premium (ora disponibile gratuitamente per un mese di prova), che a 9 Euro e poco più al mese permette di poter ascoltare anche in modalità offline la musica sincronizzata sui vari devices di casa.

Spotify è solo l’ultimo, e finale, programma di ascolto in streaming di musica: ricordiamo i “pionieri” del settore, last.fm e pandora, che attraverso una sorta di radio on-line permisero a molti utenti nel 2006 di scoprire questo tipo di soluzione, immettendo il concetto di “playlist” (assieme al primo modello di iPod), ossia creando la propria personalissima radio attraverso la scelta di generi o artisti preferiti,e lasciando al programma il resto del lavoro (associare alla radio-playlist artisti mai ascoltati prima d’ora). Un modo utile per scoprire anche band sconosciute prima e inserendole di fatto nei mercati continentali. Un’idea già perseguita da Myspace ma rivelatasi poco realizzabile a causa dei guai finanziari della piattaforma e dalla lentezza dei broswers di allora, Firefox su tutti.

La guerra è guerra, e la lotta alla pirateria negli ultimi anni si è armata di idee intelligenti e vincenti: avere la possibilità di ascoltare in streaming la propria musica preferita senza sudare freddo e senza avere la sensazione di “rubare” è oggi alla portata di tutti.

Marco Della Gatta

Riproduzione Riservata ®

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Ti piace questo articolo? Condividilo: