Calcio Napoli, Cannavaro: “La squadra non regalerà niente a nessuno”

Paolo Cannavaro, difensore e capitano del Napoli, ha parlato ai microfoni di Radio Marte

Paolo Cannavaro, difensore e capitano del Napoli, ha parlato ai microfoni di Radio Marte.

“De Laurentiis si è comportato come un padre, ha portato tranquillità e serenità nel nostro gruppo. La mancanza di fiducia è solo all’esterno. Ci ha fatto capire che la squadra c’è, è stato bravo. L’abbiamo apprezzato molto. Siamo consapevoli di quello che possiamo fare, abbiamo un gioco e delle idee. Non siamo contenti dopo tre sconfitte consecutive, un momento del genere non è mai capitato. Ora dobbiamo stare più uniti. I fischi a fine partita sono stati giusti, io comunque ero fuori, ma il San Paolo non era come al solito. Se non ci fossero stati i ragazzi delle curve, sembrava un teatro. Era un momento difficile e serviva supporto. Siamo sempre stati un corpus unicum e deve continuare così. Il feeling del Napoli con i tifosi è sempre stato importante, noi non siamo presuntuosi: lottiamo e corriamo. Il nostro ciclo non è finito, i giudizi sono affrettati, rinviamoli al termine del campionato. Ci siamo sempre tirati fuori dalle difficoltà e speriamo di mostrarlo fino alla fine senza dimenticare i problemi a livello fisico e la rosa martoriata da squalifica e infortuni. Non siamo scoppiati”.

Il rendimento del Napoli nel girone di ritorno è stato altalenante: prima le cinque vittorie consecutive, poi la flessione

“Non è una metamorfosi. La partita che ci ha fatto dispiacere tanto è stata quella con il Catania, avevamo la vittoria quasi in pugno e poi abbiamo affrontato Juve e Lazio trovando difficoltà. Non fasciamoci la testa adesso, la nostra coscienza resta pulita. Abbiamo preparato la partita sempre allo stesso modo e abbiamo dato tutto. Il terzo posto? Noi ci abbiamo sempre creduto anche se siamo consapevoli che è distante ed è difficile. Noi siamo concentrati solo sul Lecce, non possiamo permetterci di pensare ad altre cose. Non guardiamo né al terzo posto, né alla finale di Coppa Italia. Non vogliamo chiudere così, cercheremo di stupire ancora. L’alibi dell’eliminazione? Dimentichiamo il Chelsea e prendiamo di positivo quello che abbiamo fatto in Europa. E’ stata un’esperienza importante, un giusto premio per una piazza che desiderava questo. La nostra condizione fisica? Può sembrare che siamo appannati, ma dobbiamo riprenderci. Pondrelli ci metterà a posto in questi giorni. Un po’ di smalto si può perdere, ma si può sopperire con una carica nervosa superiore e un’organizzazione di gioco diversa. Siamo giovani e forti, ci vuole poco a risollevarsi”. 

Sulla difesa

“Abbiamo subito tanti gol, la fase difensiva, comunque, riguarda tutta la squadra. Faccio un esempio: contro la Lazio, non era partita da subirne tre. Sicuramente c’è qualche difficoltà maggiore, facciamo un gioco molto offensivo. Faccio fatica a trovare un solo fattore. Al Napoli manca sicuramente un aspetto: vincere le partite non meritando. Con l’Atalanta dovevamo pensare di più: non era giornata e forse dovevamo aspettare. Non è nella nostra mentalità, ci manca quel pizzico di fortuna. Io ovviamente preferisco giocare in una squadra che ha delle idee. Ribadisco che io sono orgoglioso di essere il capitano di questo gruppo, è la più forte in cui io abbia mai giocato. Ne vado fiero”.

Su Lecce-Napoli

“Affrontiamo una squadra che si deve salvare. Sappiamo cosa ci aspetta, la Roma ha preso 4 gol. Sarà una vera e propria battaglia rinunciando al gioco frizzante e brillante. Serve il coltello tra i denti. Mazzarri avrà la possibilità di scegliere la formazione, non ci sarà più emergenza: l’allenatore la preparerà in maniera perfetta. Starà a noi dare qualcosa in più: se il Lecce non vince, forse dice addio alla serie A”. 

Nel 1976 Antonio Juliano alzò al cielo la Coppa Italia allo stadio Olimpico di Roma

“E’ un ricordo che mi fa pensare, la mente può viaggiare, ma noi dobbiamo stopparla subito, c’è da fare altro. Ovviamente sarebbe un sogno, ma non ne voglio parlare perché siamo concentrati sul resto. La storia a volte fa degli scherzi. Cerco di mantenere sempre equilibrio. Purtroppo nel calcio è così: manca l’equilibrio nei giudizi, ci sono troppe critiche e lamentele. A Napoli c’è una sorta di maturità e non ci facciamo condizionare”.

Sui tifosi di Juve e Lazio che hanno cantato “O’ surdato ‘nnammurato”

“E’ stato un coro di sfottò, non mi ha fatto piacere. Ma evidentemente non hanno canzoni, quindi è un motivo d’orgoglio”.

De Laurentiis considera Mazzarri un vincente

“Non nascondo che ha una mentalità super. Non si arrende mai, sa sempre come stimolarti e come mettere la squadra in campo. Lo staff è di primo livello, le pensano tutte”. 

Sulle 40 partite da lui disputate

“Per me non sono troppe, è stato bello. Non nascondo – però – che non c’è la possibilità di allenarsi. Tante volte, si aspetta la squalifica o un turnover per fare un lavoro specifico. Ripeto, vogliamo chiudere al massimo la stagione. C’è il rischio del preliminare di Europe League. Patto nello spogliatoio? Posso dire che già ieri il discorso del Presidente ci è stato d’aiuto, tra di noi anche se non ci siamo parlati, siamo consapevoli che saranno sei guerre sportive. Alla ‘settima’ ci penseremo dopo. Tutto può succedere. Posso promettere che la squadra non regalerà niente a nessuno e chiedo al pubblico di starci vicino soprattutto in questi momenti”.

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