De Laurentiis-Mazzarri, il grande incontro

Fra partenze illustri e calcio mercato un mese intenso per De Laurentiis

Il calcio italiano è sconvolto nuovamente per il calcio scommesse. Gli arresti di Mauri e Milanetto, Criscito indagato, perquisita la casa di Conte sono l’antipasto di un’altra estate calda del calcio nostrano. Se nel resto del paese si vivono queste ore piene di ansia, a Napoli si attende l’incontro fra il presidente De Laurentiis e l’allenatore Mazzarri. Ai tifosi azzurri non sembra vero di assistere allo stesso film della scorsa stagione. Dopo la qualificazione alla Coppa dei Campioni il mister sembrava sul punto di andare alla Juventus, Hamsik con le valigie in direzione Milan e Lavezzi con il mal di pancia in cerca di più soldi. Tutto si risolse dopo un tiramolla durato un mesetto. Quest’anno, un po’ come la trama dei cinepattoni, troviamo la stessa situazione. Mazzarri non sembra troppo convinto di rimanere, il pocho deciso ad andare via e Cavani corteggiato da tutti i club europei. Questa situazione a chi conviene?

Di sicuro non ai tifosi che non conoscono ancora le prospettive future della propria squadra. Conviene naturalmente alla grossa schiera di procuratori, agenti che in queste situazioni possono spillare nuovi contratti per i propri assistiti e ricche parcelle per loro. Al presidente del Napoli non conviene. I movimenti di mercato della prossima stagione sono già decisi a tavolino nei mesi primaverili. Il non sapere a fine maggio se il proprio allenatore rimane non è una scelta azzeccata. Ricordiamo tutti come l’Inter di Moratti, dopo vari dinieghi, ha puntato su Gasperini, una decisione che si è poi dimostrata disastrosa.

Naturalmente De Laurentiis potrebbe già avere in tasca il sostituto, ma si può cambiare la fisionomia di una squadra in due mesi di mercato, con gli Europei, Olimpiade e una finale di super coppa di mezzo? Non conviene questa situazione a Mazzarri, che in attesa di sapere se continuare, o no la sua avventura rischia di vedere occupate le panchine più importanti, sempre se non decida un’avventura straniera. I due fronti sono caldi. Il presidente vuole una squadra fatta di giovani, quindi spazio alle promesse: Insigne e Vargas. Il mister crede che per tentare di vincere qualcosa bisogna prendere dei top player, sperando che non intendesse: Inler e Britos. Il progetto del Napoli giovane è ambizioso ma questi devono essere sempre sostenuti in campo da veterani, meglio se campioni veri, dalla società in caso di critiche da parte del pubblico. I grandi campioni non verranno mai all’ombra del Vesuvio fino a quando ci sarà un tetto d’ingaggio cosi basso e con la grana dei diritti d’immagine. Molta carne a fuoco e molto fumo esce per ora dalla cucina partenopea sperando che il club non sia toccato dal calcio scommesse in quel caso la cucina potrebbe saltare in aria.

Ciro Florio

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