Calcioscommesse: niente patteggiamento per Bonucci

Niente patteggiamento per Leonardo Bonucci, il difensore della Juve andrà a processo

ROMA - Niente patteggiamento per Leonardo Bonucci, il difensore della Juve andrà a processo.

IN AULA ANCHE MAROTTA - La Juve si schiera al fianco di Simone Pepe e Leonardo Bonucci. Oltre ai due calciatori, anche l’ad del club bianconero, Giuseppe Marotta, stamattina è giunto nell’ex Ostello della gioventù del Foro Italico, dove è in corso il processo sul Calcioscommesse che vede gli stessi Pepe e Bonucci imputati per la presunta combine in Udinese-Bari, del 9 maggio 2010. Per il difensore, ex Bari, deferito per illecito sportivo, il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto la squalifica di tre anni e sei mesi. Per Pepe, ex Udinese, deferito per omessa denuncia, la richiesta è di un anno di stop. Qualche minuto dopo il loro arrivo, il presidente della Commissione disciplinare, Sergio Artico, ha dato inizio alla seconda udienza del procedimento basato sugli atti trasmessi dalla procura della Repubblica di Bari.

DI VAIO - “Sono emozionato perchè mi sto giocando una delle partite piu importanti nella mia vita, se non la più importante“. Con queste parole l’ex capitano del Bologna, Marco Di Vaio, ha esordito nell’aula dell’ex Ostello della gioventù del Foro Italico, dov’è in corso il processo al Calcioscommesse, basato sugli atti trasmessi dalla Procura di Bari. L’attaccante della squadra canadese dei Montreal Impact, per cui il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto un anno di stop per omessa denuncia in relazione alla presunta combine di Bologna-Bari del maggio 2011, si è rivolto quindi ai giudici della Disciplinare, ribadendo la propria innocenza. “Sono qui da due giorni e c’è una sola certezza - le parole dell’ex attaccante della Juventus -: la mia conoscenza con Masiello (Andrea, ex capitano “pentito” del Bari, ndr),perchè abbiamo giocato due anni a Genova. Lui, però, non fa mai riferimento a me, evita sempre di fare il mio nome. Poteva chiamarmi tranquillamente, perchè il mio numero di telefono è sempre lo stesso, ma non mi ha mai contattato“. “Da Palazzi ho sentito solo dubbi - ha quindi aggiunto - chiedo a voi certezze, perchè sono un padre di famiglia, devo rendere conto a loro e ai miei datori di lavoro. Se devo smettere giocare, cosa che amo di più nella mia vita, chiedo almeno di stare a casa con una certezza. Altrimenti sarebbe logorante per il resto della vita“. “Chiedo verità assolute, non dubbi“, ha concluso Di Vaio.

PORTANOVA - “Sono sempre stato un esempio per i miei colleghi, sia giovani che meno giovani, ma adesso mi trovo qui a lottare per difendere la mia carriera dalle accuse di due scommettitori che hanno combinato diverse partite. Credo nella giustizia e da oggi, finchè non viene fuori la verità, lotterò in ogni sede“. Il difensore del Bologna, Daniele Portanova, gioca in difesa anche nell’aula dell’ex Ostello della gioventù del Foro Italico, dov’è in corso il processo al Calcioscommesse relativo al filone d’inchiesta della Procura di Bari. Il difensore rossoblù, per il quale il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto tre anni di squalifica sul presunto illecito commesso in occasione di Bologna-Bari del maggio 2011, si è rivolto direttamente ai giudici della Disciplinare. “Sto soffrendo da otto mesi - ha confessato Portanova -.Ho sempre rispettato il lavoro delle Procure, ma mi trovo a combattere per la mia vita e la carriera. Voglio dire solo che ho rispettato Palazzi“. “Mi ha dato fastidio che abbia pensato come, assieme a mia moglie e mio figlio, abbia potuto combinare la partita in piazza Maggiore (l’accordo, secondo i “pentiti”, sarebbe avvenuta nella piazza principale di Bologna, ndr)”, ha concluso Portanova.

PADELLI - “Il mio nome non è molto famoso. Ho disputato solo tre partite in serie A. Sono l’orgoglio per me e la mia famiglia, frutto di anni di lavoro e sofferenza: un sogno. Sono qui per l’illecito sportivo di Palermo-Bari, proprio una di quelle tre partite, e il sogno ora si sta tramutando in un incubo“. È un passaggio dell’intervento di Daniele Padelli, tesserato dalla Sampdoria ma ex portiere del Bari, davanti alla Commissione Disciplinare, nel processo al Calcioscommesse in corso a Roma. L’estremo difensore blucerchiato, per cui ieri il Procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto tre anni di squalifica per il presunto illecito in merito alla partita Palermo-Bari del 7 maggio 2011, si è appellato ai giudici. “Quanto uno ha raggiunto il suo sogno fa di tutto per non farselo portare via - ha spiegato il calciatore -. Queste partite erano per me l’opportunità per dimostrare agli addetti ai lavori che meritavo quell’occasione. Ho tentato di giocare quella partita al meglio possibile. Era partita una di fine stagione e dopo mesi che non avevo giocato tutti gli occhi erano puntati su di me“. “Se fossi stato a conoscenza della combine avrei parato il rigore che avrebbe fruttato la combine?”, si è domandato Padelli facendo riferimento al rigore da lui parato al palermitano Fabrizio Miccoli.

BENTIVOGLIO PATTEGGIA - La Disciplinare ha accordato l’istanza di patteggiamento al calciatore del Chievo, Simone Bentivoglio. L’ex centrocampista del Bari, per il quale il procuratore federale aveva chiesto ieri uno stop di tre anni e sei mesi, è stato squalificato per 13 mesi (più 50 mila euro di ammenda), nell’ambito del processo sul Calcioscommesse. Bentivoglio era stato deferito per omessa denuncia in relazione alle presunte combine Bari-Samp (23 aprile ’11), Bari-Lecce (15 maggio ’11) e illecito sportivo in Palermo-Bari (7 maggio ’11).

Fonte: corrieredellosport.it

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