Stragi di Capaci e Via D’Amelio 20 anni dopo: Rai, Sky, La7 ricordano Falcone e Borsellino

Falcone e Borsellino in un lenzuolo stampato commemorativo, Palermo 1993

Il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29 Trapani-Palermo, nei presso dello svincolo di Capaci, 500 kg di tritolo uccidono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo. Cinquantasette giorni dopo, il 19 luglio, in Via D’Amelio a Palermo, la stessa sorte è toccata al giudice Paolo Borsellino e agli agenti Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, prima donna poliziotto entrata a far parte di una scorta. Sono trascorsi vent’anni da quel tragico 1992, vent’anni senza questi due servitori dello Stato, che osarono sfidare Cosa Nostra diventando il simbolo della lotta contro tutte le mafie. Un’ assenza però solo fisica, perché le loro idee non hanno mai smesso di camminare sulle gambe di chi ogni giorno continua a resistere e a vivere la propria vita nel rispetto della giustizia e nella ricerca della legalità. Nell’anno del ventesimo anniversario delle stragi, il sacrificio dei due magistrati-eroi non può e non deve cadere nel dimenticatoio. Perché è proprio dell’omertà e dell’indifferenza he si nutre il crimine organizzato. Ma se la mafia vive di silenzi, le parole sono in grado di colpirla al cuore più di qualsiasi altra arma. «Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene» ha detto Borsellino. La televisione italiana non resterà in silenzio di fronte a questa triste ricorrenza, e alla vigilia del ventesimo anniversario della Strage di Capaci, le principali emittenti renderanno omaggio al ricordo di Falcone e Borsellino e alle loro rispettive scorte.

Ed è proprio agli “angeli custodi” del giudice morto nell’attentatuni di Capaci ad essere dedicato “Vi perdono ma inginocchiatevi”, film-evento prodotto da Telecom Media Italia, in collaborazione con Boniventofilm e la Regione Sicilia e andato in onda su La7 il 18 maggio scorso (e visibile in streaming per una settimana collegandosi al sito www.la7.tv). Finora abbiamo guardato a Capaci e Via D’Amelio da un unico punto di vista, quello dei magistrati uccisi dalla mafia. Degli agenti della scorta che hanno perso la vita insieme a loro compiendo il proprio dovere, si sa ben poco. Ed è intorno a loro che si snoda il racconto del regista Claudio Bonivento. Perché oltre la cronaca di Capaci ci sono queste storie “dimenticate”, i gesti e i volti sconosciuti di questi uomini divenuti eroi per caso, il dolore affrontato con coraggio e dignità dalle loro donne, le loro madri e i loro figli. Una di queste donne si chiama Rosaria Schifani. E’ lei che giovanissima rivolgendosi ai mafiosi con la voce rotta dal pianto, davanti alla bara del marito Vito, nella chiesa dove si tennero i funerali di Stato di Falcone, diceva «Io vi perdono, ma voi vi dovete inginocchiare…». Vent’anni dopo, Rosaria affida la sua storia al documentario di Felice Cavallaro “Ho vinto io” (trasmesso ieri in prima serata da Rai 3); una storia di dolore ma anche di coraggio di una donna che ha saputo ricostruirsi una vita, lontano da Palermo, assieme ad un figlio – oggi ventenne – che non ha mai conosciuto il padre, ma che ne ha seguito l’esempio con la medesima passione arruolandosi nella guardia di finanza; la programmazione speciale di Rai tre è proseguita con una puntata speciale di Lucarelli Racconta, “Il segreto di Borsellino”, che nel ripercorre gli ultimi giorni di vita del giudice, ucciso un mese e mezzo dopo il suo grande amico e collega Falcone, fa anche il punto sulle indagini ancora in corso sulla presunta trattativa Stato-mafia.

A Paolo Borsellino, martedì 22 maggio, Rai Uno invece dedicherà “I 57 giorni”, film tv diretto da Alberto Negrin e incentrato su quei 57 giorni trascorsi inesorabili tra l’attentato di Capaci e quello di Via D’Amelio. Sono giorni bui, giorni in cui il magistrato della Procura di Palermo sa di essere il prossimo nel mirino e si impegna in un lavoro massacrante, quasi una corsa contro il tempo per scoprire la verità sugli autori e i mandanti della strage di Capaci, gli stessi che hanno già scritto la sua condanna a morte. Ma oltre il magistrato, c’è l’uomo: un marito e un padre esemplare che consapevole di dover lasciare sola la moglie Agnese e i tre figli, Fiammetta, Lucia e Manfredi, si sforza ugualmente di vivere fino in fondo tutti i suoi affetti. Nei panni di Borsellino c’è Luca Zingaretti che ha provato a restituire con la sua intensa interpretazione – sottolineata dalle musiche di Ennio Morricone -, la fragilità di un uomo sensibile e generoso che ha saputo mettere da parte la paura della morte in nome di un ideale superiore. E veniamo al 23 maggio. Nel giorno del ventennale di Capaci, Rai Uno manderà in onda la tradizionale Partita del Cuore, che quest’anno si giocherà allo Stadio comunale «Renzo Barbera» di Palermo, e vedrà sfidarsi la Nazionale Italiana Cantanti e la Nazionale Magistrati; E sempre domani, Sky Tg24 dedicherà l’intera giornata di programmazione a Giovanni Falcone, trasmettendo speciali interviste e testimonianze; mentre Sky Cinema Classic renderà omaggio al giudice con quattro film dedicati alla lotta alla mafia: “Cadaveri eccellenti” (alle 18.55) e “Il Caso Mattei” di Francesco Rosi (alle 21.00), che racconta la misteriosa morte del presidente dell’Eni avvenuta nel 1962; “In nome della legge” di Pietro Germi (alle 23.00); “Salvatore Giuliano” di Rosi (alle 00.45) sul famoso bandito del dopoguerra siciliano.

Enrica Raia

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