Latte materno a ruba sul web

Le mamme guadagnano 20mila dollari l'anno ma gli esperti frenano: «non è controllato»

Il latte materno? Va a ruba sul web. In questi anni, infatti, si è iniziato a commercializzarlo soprattutto in America dove le giovani madri con latte in eccesso lo mettono in vendita su Internet. Ma l’acquisto dell’«oro liquido» – così è noto sul web – può comportare diversi rischi. Già nell’Antichità c’erano le balie, donne che – a pagamento – allattavano i bambini di altre donne. Le nutrici del ventunesimo secolo, invece, scorrazzano online. Le venditrici si promuovono spiegando di seguire diete biologiche, di non essere fumatrici e con frasi ad effetto tipo: «Mamma sana di due splendidi bambini». Ma chi sono gli acquirenti? Genitori, spesso disperati, di famiglie numerose, così come madri che non possono allattare perché sotto farmaci.

Il magazine statunitense Wired ha raccontato recentemente la storia di una studentessa dell’Arizona. In tempi di crisi la giovane madre di un bimbo vende il suo «latte in eccesso» per sostenere le spese quotidiane. È possibile guadagnare fino a 20.000 dollari l’anno, circa 15.700 euro, rivela la ragazza, al momento senza lavoro. Ciò nonostante, esiste un problema non di poco conto con il commercio privato di latte di mammella: sia le donne-donatrici che il «prodotto» non vengono controllati. Onlythebreast.com è uno dei siti più famosi di vendita di latte online ma esso fornisce solo contatti e non si assume alcuna responsabilità. Su eBay la vendita di latte materno è invece stata bandita da tempo. Negli Stati Uniti il latte di mamma è ritenuto un alimento, di conseguenza non viene controllato dallo Stato, al contrario di altri fluidi corporei, come il sangue. Il latte materno può dunque essere scambiato, comprato e venduto senza che ci siano controlli. Nel settembre scorso l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) aveva emanato una direttiva in cui si raccomandava ai pediatri e alle mamme di praticare esclusivamente l’allattamento al seno nei primi sei mesi di vita del bambino. Il latte materno sarebbe di fatti «l’alimento ideale per il neonato, con tutti i componenti per una dieta sana». In America, come in altri Paesi, esiste una rete ben distribuita di centri di raccolta del latte materno, le cosiddette banche del latte. Operano senza fini di lucro, controllano e pastorizzano il latte delle donatrici prima che sia trasmesso agli ospedali e ai genitori di bambini nati prematuri. Il prezzo – aggiunge Wired – è di circa quattro dollari per oncia, leggermente superiore a quello offerto su Onlythebreast.com. Tuttavia, la Food and Drug Administration (Fda) mette in guardia dai rischi per la salute. Già nel novembre 2010, i funzionari del Dipartimento della Salute avevano raccomandato le madri di non somministrare ai figli latte materno «dall’origine sconosciuta». I rischi sono: infezioni e malattie causate da un prodotto potenzialmente contaminato.

Federica Formisano

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