Chirurgia plastica: differenza tra estetica e ricostruttiva, applicazioni

La chirurgia ricostruttiva apporta migliorie non solo da un punto di vista estetico, ma soprattutto funzionale

La chirurgia plastica è trasformazione, ma anche correzione. Quella ricostruttiva è una delle tante sfumature della chirurgia plastica volta a migliorare – ed in alcuni casi anche a eliminare – malformazioni congenite, ma anche traumi post incidenti. In questo periodo in cui una serie di calamità naturali (quali il terremoto) e di azioni violente indotte dall’uomo (attentati), questa branchia della medicina può fare molto.

Le migliorie della chirurgia plastica ricostruttiva, infatti, vengono applicate sia dal punto di vista estetico che funzionale. A chi è rivolta? A coloro nati con malformazioni ad un organo, che non permetterebbero uno stile di vita adeguato. A coloro che sono stati affetti da malattie oncologiche che hanno “lesionato” organi interni. A chi è stata vittima di un incidente oppure di un atto di violenza. Su queste persone è possibile applicare la chirurgia plastica ricostruttiva.

La differenza con la chirurgia plastica estetica risiede proprio nella funzionalità che riesce a ripristinare. Quella estetica “risolve” solo quelli che sono gli inestetismi del corpo. I miglioramenti risiedono nella fisionomia secondo quei canoni di bellezza imposti dalla società. I passi in avanti compiuti da questa branchia della medicina permettono, oggi come oggi, convalescenze più brevi grazie ad interventi meno invasivi, ma più efficaci.

Anche le tecniche della chirurgia plastica ricostruttiva stanno facendo passi da gigante. Il campo di azione, inoltre, si è ampliato. Le terapie delle malformazioni ha raggiunto livello mai visti. Sembra tutto più semplice e può essere applicato agli arti inferiori e superiori, come all’apparato genitale ed altri organi interni. Tutto sembra possibile. Nel caso di eventi traumatici come incidenti, violenze o conseguenze di calamità naturali – le lesioni possono essere curate, “mascherate” e rese innocue all’integrità estetica del paziente. Si applica – quindi – ad ustioni, fratture del viso, danni da perdita di sostanza, e molto altro. La ricostruzione avviene, nella maggior parte dei casi, utilizzando parti del corpo della stessa persona stimolando la rigenerazione cellulare.

Molte donne ricorrono alla chirurgia plastica ricostruttiva, applicata alla chirurgia oncologica. Sono quelle donne colpite, ad esempio, dal cancro alla mammella. Secondo studi, la “demolizione” della parte femminile – la mastectomia – viene vissuto come un secondo evento traumatico per la donna. L’asportazione, a seguito di un tumore, determina un disorientamento emotivo. L’applicazione della chirurgia, in questo caso, aiuta non solo da un punto di vista fisico.

Roberta Santoro

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